
La Thuile
Un villaggio nel villaggio
E’ il 1938 quando oltre ai locali tecnici a servizio del processo di estrazione del carbone la Cogne inaugura il villaggio minerario del Villaret. E’ grazie alla miniera che La Thuile si amplia oltre la frazione del Bathieu, prima spazio di soli pascoli.
Il minatore trascorreva ore e ore in un ambiente umido e poco illuminato e il lavoro era faticoso e metteva a dura prova il fisico. L’utilizzo di strumenti pesanti e a percussione, lo sforzo per spingere i carrelli e movimentare i carichi, le scomode posture di lavoro erano responsabili di malattie e infortuni.
A fine turno le case operaie garantivano un confort mai visto per i minatori e un’infermeria con servizi medici d’avanguardia operativa 24 ore su 24 si occupava della salute del minatore ma anche di quella dell’intera popolazione di La Thuile.

L’infermeria
L’infermeria del Villaret viene costruita contestualmente al villaggio minerario. Un medico e uno staff di infermieri garantiscono, giorno e notte, un’assistenza sanitaria d’avanguardia ai minatori e a tutta la popolazione di La Thuile.
Vi trovano collocazione la sala d’aspetto, l’ambulatorio, la sala raggi X, la sala operatoria, gli uffici amministrativi e le stanze di ricovero, che ospitavano fino a 20 posti letto, oltre alla cucina. I medici che vi hanno prestato servizio nel periodo minerario sono stati il dottor Montesano, il dottor Rosso e il dottor Camerini.
Con la chiusura delle miniere, nel 1966, l’infermeria rimane comunque il centro sanitario del paese. Agli inizi degli anni ’80 viene progettato il Centro distrettuale di servizi sociali e sanitari, che affianca all’ambulatorio medico, ai raggi, alla sala gessi e alla sala di riabilitazione, la prima microcomunità per anziani della Valle d’Aosta, capace di ospitare fino a 11 degenti.
Dal 1990, con la riorganizzazione sanitaria, rimangono nella struttura l’ambulatorio dei medici di base, quello dell’ufficiale sanitario e l’ambulatorio infermieristico.
Nel 1999, sul lato sud dell’edificio, con lo spostamento degli ambulatori al piano terra, apre “Il Grande Albero”, l’asilo nido a servizio dei bambini di La Thuile. Dal 2010 trova posto anche la sede delle associazioni del paese.
Una storia che evolve nel tempo, per un edificio rimasto sempre al servizio della comunità.
Le case operaie
Le case operaie ospitano, dagli anni ’30, i lavoratori della miniera provenienti da diverse regioni d’Italia — soprattutto dal Veneto, dal Bergamasco, dal Bresciano, dal Piemonte, ma anche dal Sud.
Si articolavano inizialmente in quattro edifici paralleli, tre dei quali destinati a dormitori. Quello più a sud, di pianta diversa, ospitava i servizi: al piano terra la lavanderia, la stireria e le docce; al primo piano le cucine, la mensa degli operai e quella separata per gli impiegati, la sala da ballo e il bar.
Nel 1942 viene realizzato l’ultimo edificio, destinato a dormitorio, capace di ospitare 120 posti letto. Successivamente vi trovano posto anche il panificio e lo spaccio. Il riscaldamento è centralizzato e una centrale termica, adiacente all’ultimo edificio, governa l’intero impianto.
Nel 1966, con la chiusura delle miniere, le case operaie si svuotano. La DeltaSider, succeduta nella proprietà alla Cogne, nel 1985 cede i suoi immobili alla Regione Autonoma Valle d’Aosta, escluse le pertinenze minerarie.
Nel 1987 la Regione approva il piano per la realizzazione di un insediamento scolastico-ricettivo-alberghiero, l’École des Neiges, che coinvolge le case operaie e i terreni a sud. Il progetto prevede la costruzione di un collegio e di una scuola a servizio dei ragazzi impegnati negli sport invernali, insieme a un albergo, una palestra e un’area sportiva.
Vengono realizzati il campo da calcio, il campo di calcetto, l’area giochi e un edificio di servizio. Dopo un lungo periodo di stasi, la Regione rinuncia al progetto e, nel 2005, vende i beni a privati tramite asta pubblica.
Due successivi PUD vengono approvati con destinazione residenziale-alberghiera. Degli edifici originari rimangono ristrutturati i due dormitori posti più a nord, mentre l’edificio del 1942, lungo la strada, viene solo parzialmente recuperato.