
La Thuile
Professione minatore
L’edificio di fronte, destinato a uffici e direzione della miniera, nasce assieme al complesso minerario edificato dalla Cogne negli anni ’30. Al piano terra si trovano gli uffici tecnici, amministrativi e dirigenziali delle miniere di La Thuile. Nell’ampio salone trovano posto un plastico delle gallerie realizzate e una pianta delle miniere, aggiornata ogni mese dagli addetti con l’avanzamento degli scavi.
Al primo e al secondo piano vi erano gli alloggi del medico e della dirigenza. Hanno abitato qui il dottor Montesano, medico della miniera, l’ingegner Clerici, responsabile delle miniere, e i periti industriali Civelli e Bernardini.

Era qui che la coltivazione della miniera veniva programmata da ingegneri ed esperti e messa in pratica dai minatori, che affrontavano ogni giorno il duro lavoro in sotterraneo. Con picconi e martelli a percussione scavavano gallerie per raggiungere i giacimenti di carbone e asportavano il materiale facendolo cadere nei fornelli, che permettevano di caricare più in basso i vagoncini spinti a mano.
Simbolo indiscusso della miniera era l’enorme argano, che sollevava i vagoncini ricolmi di antracite su un piano inclinato sotterraneo, permettendo al minerale di superare il dislivello tra l’area estrattiva e la zona di Arpy. Da qui proseguiva verso Morgex per essere trattato e, successivamente, tramite la ferrovia, raggiungeva Aosta e gli altiforni dell’industria siderurgica Cogne, collegata all’Ansaldo di Genova.
Alla chiusura delle miniere, quando i baraccamenti di Pera Carà vengono abbandonati anche dalle famiglie dei minatori e a loro subentrano le famiglie della Casa per ferie Padre Kolbe, l’ampio salone del piano terra diventa il loro refettorio con annesse cucine, mentre i piani superiori ospitano gli alloggi dei responsabili e gli uffici amministrativi.
Gli edifici tecnici
Nel piazzale antistante l’imbocco principale della galleria del Villaret si trovavano i locali tecnici a servizio dell’attività mineraria. Il primo edificio, a sinistra dell’ingresso, ospitava i locali per la conversione dell’energia elettrica e i compressori che producevano l’aria compressa necessaria al funzionamento dei perforatori e alla ventilazione forzata nelle gallerie.
Un altro edificio, basso e lungo, situato a destra dell’imbocco, ospitava la lamperia, locale destinato al rifornimento e alla manutenzione delle lampade a carburo da utilizzare in galleria, la forgia per la riparazione degli attrezzi — in particolare le punte dei martelli pneumatici — e la falegnameria, dove si trattava il legname da impiegare per il sostegno delle armature in sotterraneo.
Nel piazzale si trovavano poi altri edifici adibiti a magazzini e rimesse, oltre alle officine per la manutenzione dei locomotori. L’area era attraversata da un intrico di binari utilizzati dai trenini che trasportavano il carbone o i materiali di risulta, depositati sul versante verso la Dora. Binari provenivano anche dalla galleria del Preylet, situata sul versante opposto: i vagoncini carichi di antracite passavano il ponticello sopra la Dora e la strada, attraversavano il piazzale ed entravano nuovamente in galleria per raggiungere, tramite l’argano, la stazione di carico del treno diretto ad Arpy.
Dopo il 1959 i binari portavano i vagoni di carbone alla laveria posta a ovest, dove avveniva il trattamento dell’antracite, prima svolto a Morgex.
La laveria
La laveria di La Thuile viene realizzata verso la fine del periodo di sfruttamento minerario, nel 1959. A partire dal 1951 la Cogne aveva progressivamente ridotto i tracciamenti, le ricerche e l’estrazione del minerale, fino ad arrivare alla chiusura della laveria di Morgex.
I vagoncini carichi di antracite non percorrono più il tratto fino ad Arpy e a Morgex, ma arrivano direttamente al grande piazzale, dove vengono scaricati sulla torre più alta: attraverso passaggi e lavorazioni successive, l’antracite viene arricchita, cioè sminuzzata e tritata.
La nuova laveria è utilizzata soprattutto per ottenere il polverino, impiegato nella produzione di grafite, elettrodi per altiforni e per la generazione di energia elettrica. Il materiale tritato viene depositato nelle tre grosse vasche di decantazione costruite nel piazzale antistante. Il polverino è poi caricato su camion e trasportato a valle per la vendita.
Nel piazzale vicino alla laveria, già dal 1942, esistevano due lunghi edifici a pianta rettangolare, costruiti in tempo di guerra per ospitare gli operai militarizzati — soldati mandati a lavorare in miniera invece che al fronte. Nel dopoguerra uno di essi viene utilizzato come magazzino e poi abbattuto, mentre l’altro è convertito in cinema.
Il cinema, che poteva ospitare fino a 200 persone, era gestito direttamente dalla Cogne, proponeva spettacoli alcune volte alla settimana e riscuoteva sempre grande successo tra gli operai e la popolazione. Su quest’area, negli anni Ottanta, vengono realizzati il compattatore per il trattamento e il conferimento dei rifiuti e un parcheggio, poi trasformato in area camper.
L’argano
A quota 1.765 m, sui versanti del Bois du Bouic, un ingresso di miniera conduceva a un tratto di galleria rivestito in cemento lungo circa 10 metri, che dava accesso a un grande camerone. In questo spazio era ospitato un argano di grandi dimensioni, con motori e macchinari che costituivano parte della discenderia, il tunnel inclinato che collegava un sistema di gallerie poste a livelli diversi, seguendo generalmente l’andamento in pendenza del filone.
Il sistema permetteva di sollevare i vagoncini carichi di antracite provenienti dall’area estrattiva di Chaz Dura (quota ingresso tunnel del Preylet 1.491 m) fino a raggiungere la quota 1.738 verso l’uscita di Arpy, posta a circa 1.740 metri. Da Arpy, grazie a una teleferica fino a Morgex e poi tramite la ferrovia Pré-Saint-Didier – Aosta, il materiale estratto raggiungeva gli altiforni degli stabilimenti della Cogne.
All’esterno dell’ingresso si trovava una piattaforma in cemento su cui era installata la partenza della vecchia teleferica che raggiungeva l’abitato del Preylion, oltre a parte dell’impianto di ventilazione della miniera.